
HENRI MATISSE, Donna con cappello
Il dipinto è stato realizzato nel 1905 ed è conservato al Museum of Modern Art di San Francisco.
L'opera fu esposta, assieme a nove altre opere d'arte, al Salon d'Automne del 1905.
Descritto come "una pentola di colori rovesciata in faccia al pubblico" il quadro segna una pietra miliare nell'uso simbolistico del colore. Quest'opera, infatti, può essere vista come il punto di incontro di tre autori:
• Paul Gauguin per quel che riguarda l'uso simbolista del colore;
• Vincent van Gogh per l'utilizzo divisionista delle pennellate sempre a macchie e mai sfumate;
• Paul Cézanne per la smaterializzazione delle forme.
La donna, posta di tre quarti, guarda l'osservatore facendo mostra del suo borghese abbigliamento e, soprattutto, del suo appariscente cappello.
Matisse, contrariamente a Paul Cézanne e Vincent van Gogh, non cerca una somiglianza cromatica oggettiva quando dipinge utilizzando dei colori che non costituiscono per niente un'accentuazione dei colori esistenti ma, anzi, se ne distanziano. Essi sono posti sulla tela in maniera violenta e quasi sporca. Non vi è alcuna preoccupazione estetica per l’effetto di poca raffinatezza della stesura a pennellate grosse e sovrapposte. La violenza con cui il colore è quasi gettato sulla tela richiama alla memoria i quadri dell'ultimo Vincent van Gogh e forse, con un collegamento ardito, le composizioni contemporanee di un autore come Jackson Pollock e del suo dripping.